il valore della conoscenza nel 2010 è pari a zero

Titolo volutamente provocatorio, ma problema reale.

Già tempo fa notavo come la Rete, diffondendo la conoscenza in tutto il mondo, abbatte ogni barriera: processo lento, ma inarrestabile; processo che Twitter sta velocizzando notevolmente.

Mi chiedo allora: qual'è il valore della conoscenza nel 2010?

Zero! Di fatto è una commodity. Qualsiasi persona può sapere qualsiasi cosa in qualsiasi momento. 

Lasciamo un momento da parte la ricerca (fanta)scientifica e milionaria di governi e grandi corporate e caliamoci invece nella vita reale. Fino a ieri il valore della cultura e della conoscenza era altissimo e discriminante, ma oggi non ha quasi senso. Non esiste un vero vantaggio competitivo tra chi ha passato anni sui libri e chi invece ha una veloce connessione ad internet.

(Incredibilmente oltre ad abbattere ogni barriera sociale ed economica, tutto questo ha una sorta di aspetto darwiniano, perché favorisce i più scaltri, i più intelligenti, i più fortunati alla nascita: a parità di strumenti, vince chi è più dotato.)

Quindi io sto qui, passo le ore davanti al computer per capire, sapere e scoprire gli ultimi trend… 10 minuti prima degli altri. Non anni, neanche settimane… 10 minuti prima!!! Il valore del tempo che ho speso per cercare quella informazione è dunque bassissimo.

Mi chiedo questo per sapere come faccio, io che sono un imprenditore ed un manager, a vincere nell'economia globale. Dov'è allora l'eccellenza? L'eccellenza non è più nel sapere, ma nel saper usare

Vince chi, velocemente, riesce a creare degli schemi che combinano le informazioni in nostro possesso fino a crearne di nuovi.

Da un lato più filosofico ed astratto, le conclusioni sono altre.

Alla fine di tutto questo (contorto) ragionamento mi torna in mente Seth Godin, che poi tanto consumato forse non è, ed il suo libro Tribes: i valori nel mondo di oggi sono i valori all'interno di un network, non quelli di una singola persona. 

Non è importante sapere, ma apparire: non perché la cultura non conta (quelli erano gli anni 80), ma perché è data per scontata. 

Una qualsiasi rete porta vantaggi a tutti i suoi componenti, d'altronde non ne faremmo parte. Ma è chi sta al centro della rete, o in cima alla piramide, che ne trae i vantaggi maggiori. I valori di autorevolezza, di credibilità, di visibilità sono i vantaggi competitivi del mondo di oggi.  

Mi torna in mente Twitter come perfetta rappresentazione di questo sistema.

Un modello molto sano ed assolutamente meritocratico, perché sono valori che si guadagnano solo sul campo.

Tutto ciò per arrivare a concludere che la Rete ha ormai corrotto alla radice i modelli sociali e culturali nei quali viviamo e con i quali interagiamo e che ogni attività odierna deve essere necessariamente pensata secondo nuovi paradigmi che sfruttano a pieno questi modelli.

Magari tra qualche giorno riesco anche ad essere più chiaro: ho un sacco di idee in testa, una incastrata nell'altra!