essere buoni per essere grandi - fare del bene porta al successo

@albybisy segnala qualche giorno fa questo articolo su un intervento di Hsieh, il CEO di Zappos, il quale racconta come sta cercando di sviluppare una cultura aziendale basata sulla felicità, interna (dipendenti) ed esterna (clienti).

Secondo me è un articolo veramente utile da leggere perché mi porta ad una riflessione più profonda, che da tempo ho in testa: fare del bene fa bene.

Fermo restando che si potrebbe stare ore a riflettere su cosa vuol dire avere successo, più passano gli anni e più mi sto accorgendo che la cattiveria, l'invidia e l'inganno, oltre a ritorcersi sempre conto, di fatto sono diventati anche assolutamente anacronistici. 

Cerco di vivere la mia vita portando serenità agli altri, cercando di capire i loro problemi ed offrendo sempre la mia disponibilità. I miei errori sono stati sempre di due tipi: offrire la mia disponibilità a qualcuno che poi prova a fregarmi, oppure promettere cose, in completa buona fede, che poi non sono riuscito sempre a mantenere.

Questo ultimo sbaglio non lo faccio più da anni; nel primo ancora ci casco. Ma la vita mi ha anche insegnato che il mondo gira e chi una volta ti ha fregato, alla fine pagherà le sue colpe.

Il timore, la forza e la paura come strumenti di controllo, presto o tardi ti si ritorcono contro chi li esercita: mafiosi, dittatori o semplici manager. Non posso pensare che la gente non mi freghi perché a paura di me, o che mi faccia una cortesia perché io sono più furbo. Arriverà sempre qualcuno più furbo di me. Sempre.

Non siamo nella giungla, siamo in una società che sta evolvendo a velocità incredibile: anche nella competizione aziendale, chi gioca sporco prima o poi paga le sue colpe. E sempre di più sarà così, anche per le grandi corporate.

La Chiesa cattolica, prima di tutti questo concetto 2000 anni fa: il controllo, duraturo nel tempo, lo hai solo se fai del bene.

Di fatto ho quindi completamente rivalutato Google e la sua mission (don't be evil) che all'inizio mi sembrava molto ipocrita. Oggi capisco che proprio grazie a questo approccio è arrivato il successo incredibile che hanno. 

Infine la cattiveria è assolutamente anacronistica perché l'economia della rete è basata sulla collaborazione, un ecosistema basato sul dare prima del ricevere. Chi non fa del bene agli altri non emerge, chi prova a fare del male è emarginato.