Blog VS microblogging, una falsa battaglia


Ieri ho letto un interessante post di Andrea Colaianni (Micro-blogging: Morte al blog, evviva il blog!) e volevo dare la mia particolare visione su questa "guerra" blog VS microblog.


Di sicuro i post di 3 pagine sono secondo me ormai passati, a meno che non si tratti di articoli di approfondimenti. Non lo dico solo perché il tempo per scriverli è sempre meno, ma anche perché il tempo per leggerli è sempre meno (snack culture l'hanno chiamata quelli di Wired), bombardati come siamo da una caterva di informazioni.



Di mio non ho mai pensato di aprire un blog per l'impegno che ci sta dietro, ma soprattutto per la difficoltà di promuoverlo: che senso aveva perdere tempo a scrivere post se poi nessuno lo leggeva? Avevo chiaramente in testa come fare per promuovermi, ma il tempo che ho a disposizione (pochissimo! ammiro vivamente i cosiddetti blogger di successo, anche se sono fortemente convinto che siano un po' come gli accademici di una volta: buoni nella teoria, ma scarsi nella pratica) mi ha sempre costretto a rimandare l'idea.


Twitter è di fatto un sistema di micro blogging, ma secondo il focus va messo sull'architettura del servizio, non sul contenuto. Mi spiego: il successo di twitter è legato al suo essere push, al suo stream, non alla qualità dei singoli messaggi. Quindi non lo vedo come alternativo al blog, ma assolutamente complementare a condividere con un gruppo più o meno grande di persone dei lanci/ganci a contenuti più strutturati.


Solo grazie a Twitter (e servizi simili, tipo FF, tipo lonstatus di Facebook, etc) ho pensato che potesse avere senso provare a scrivere due righe come quelle che scrivo qui dentro.


Quindi il mio pensiero è tutti questi strumenti rilanceranno alla grande il concetto blog*.


* E poi viva Posterous che lo ha reso FACILE!


Andrea Denaro
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