Giornali online/offline: sono due pubblici diversi!


Wired, uno dei principali magazine al mondo, soprattutto molto attento alle nuove tecnologie e con un brand molto forte, presenta tutti i contenuti del magazine cartaceo anche on line. Non so dire con quale ritardo (ovviamente io, in Italia, ci metto un po' a riceverlo), ma comunque noto che tutti gli articoli sono anche disponibili senza alcuna registrazione sul sito americano.



Di contro sono un lettore abbonato al Corriere e tutte le mattine, con grande puntualità (verso le 4.30) me lo consegnano alla porta di casa. Bhe, il piacere di averlo tra le mani al mattino è imbattibile! Poi però mi collego 10 volte al giorno per essere informato sulle notizie.


Così allo stesso modo mi compro Wired e probabilmente se non lo potessi comprare non lo leggerei on line, se non saltuariamente. Quindi dando i contenuti gratis, non mi hanno perso come lettore.


Quelli che invece vanno on line per leggere il giornale sono persone che al contrario mio non lo comprerebbero mai (il mio dirimpettaio di scrivania ad esempio), ma che invece on line sono assidui lettori.


Quindi il lettore e soprattutto il modello di lettura tra online/offline sono diversi e non di sovrappongono.


E' cambiato il paradigma dell'informazione stessa: anche se il Corriere non mi offrisse i suoi articoli gratis, qualcuno altro lo farebbe (a cominciare da Repubblica, ma poi c'è l'Ansa, Sky, Dagospia, il Televideo, Facebook e Twitter!!!) Allora se il mio business è valorizzare del contenuto, devo trovare l'arma migliore per giocare la partita.


Dico questo perché dopo 10 anni sento ancora chi parla di sottoscrizioni, modelli di business, giornalismo libero etc.. come fosse cascato ieri dalle nuvole. Magari abbiamo avuto tutti in FlashFoward e ci troviamo ancora nel 1999...


Andrea Denaro