quando la tecnologia corre troppo veloce



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Questo fantastico specchio che in realtà nasconde una televisione, è l'occasione per riflettere come la tecnologia corre ormai troppo veloce per goderne a pieno i vantaggi.  

Una volta le innovazioni erano meno e saltuarie e la società aveva il tempo di adeguarsi, di integrarsi e sfruttarle al meglio. Oggi non è così. Basti pensare al blu-ray ed hai televisori HD: accoppiata eccezionale, se non fosse per i film che non sono girati per essere visti su televisori di questo livello di definizione e contrasto e che visti in questo modo, diventano freddi ed eccessivamente realistici. E' infatti facile accorgersi di trucchi, parrucchi, effetti digitali e luci di scena e così i film perdono gran parte del loro fascino. Qualsiasi computer di oggi ne è altro esempio: al di là di funzioni verticali, la potenza di calcolo e lo spazio a disposizione è abbondantemente al di sopra di ogni quotidiana necessità. Chi produce processori evolve ad una velocità tale che chi produce software ed altri componenti non riesci a stargli dietro e non sapendo cosa inventarsi continue nuove versioni che non introducono quasi mai nulla di veramente nuovo. 

Questa è l'anima del libero mercato dove ogni azienda prova a proporre qualcosa di innovativo (non esageratamente, se no non sarebbe capito) e vendere più del concorrente. Ma il mondo è grande, complicato e viviamo in un mercato sempre più globale. Il risultato quindi è una grande inefficienza in quanto molte tecnologie ed innovazioni non sono mai sfruttate a pieno: il giorno che i cineasti produrranno dei film che sono piacevoli su uno schermo full HD, sarà nata un'altra idea a chi produce televisioni ed i cineasti saranno di nuovo indietro.

Quello che mi piace molto è come questo problema si sia affrontato on line, ovvero usando degli standard che permettono ad ogni idea di integrarsi via via con l'altra. In realtà il grande vantaggio della rete è che la diffusione di un'idea può essere veramente veloce (vedi Twitter ad esempio) tanto da diventare uno standard in pochissimo tempo. Non parlo di standard imposti, ma standard de facto, come ad esempio sta diventando il facebook connect per loggarsi ad un sito, gli RSS o i web services. In senso lato è l'idea di servizio e di Saas (Software as a service) che sta affermandosi.  

Chissà quali innovazioni grandiose si potrebbero avere se si riuscisse ad arrivare a coordinare tutti questi sforzi. Tanto per fare un esempio: chissà cosa potrebbe uscire fuori se le case automobilistiche invece di re-invetare tutte quante sempre la stessa cosa (un motore che alla fine è sempre lo stesso), adottassero uno standard unico di motore, evolvendo solo quello; o meglio ancora spendendo i loro soldi in altri parti dell'autovettura che oggi sono considerate secondarie. 

Forse sarà proprio questo il risultato della globalizzazione una volta maturato come fenomeno: le aziende per recuperare competitività su scale così grandi, saranno costrette a mettersi d'accordo, come già è successo, ad esempio, nella scelta del blu-ray o dei DVD a suo tempo.

Tutto ciò ovviamente senza considerare
l'uomo
, che alla fine questa tecnologia la usa.

Anche in questo senso il problema degli standard non è un problema da poco proprio per il tempo che un individuo necessita per imparare ad interagire con uno strumento.  

Diversi studi dimostrano come le nuove generazioni (quando parlo di nuove, intendo veramente nuove! < 18 anni) abbiamo una capacità di apprendere ed interagire molto più rapida (e forse superficiale) di chi ha qualche anno di più. Nonostante questo credo però che i nostri figli avranno lo stesso problema che abbiamo noi:
interagire con la tecnologia di oggi infatti
non significa solo imparare ad utilizzare una interfaccia utente (che si può standardizzare nel tempo, come ad esempio mouse e tastiera), quanto
riuscire a sfruttare al meglio le potenzialità che la tecnologia ci offre
, ovvero
ripensare ogni nostra esigenza e relativa azione che la soddisfa proiettata nel mondo digitale.
 

Questo vale per tutto: lavoro, amore, amicizia, famaglia. E' un po' la user experience della vita che si evolve.

Ovviamente per capire e comprendere tutto questo, il nostro cervello fa molta fatica; quello dei nostri figli meno. Ma anche loro un giorno saranno padri ed avranno dei figli che inventeranno a loro volta qualcosa che sarà dirompente anche per loro stessi.

Mi piacerebbe molto sapere se (e come) finirà.

Andrea Denaro