Che noia (per non dire altro....) la pubblicità per radio! E' ora di cambiare...

Forse sarebbe ora di cambiare il modo con cui si fa pubblicità per radio. È uno dei motivi principali per cui non ascolto la radio volentieri ma prediligo i podcast delle medesime trasmissioni radiofoniche.

Quei continuo ritornelli e squilli di tromba, tristemente non divertenti, mi innervosiscono.

Tra tutti, i peggiori sono quelli di radio24. Radio 24 è una radio parlata; è un canale che si sente, si ascolta, dai contenuti spesso molto interessanti: è un utilizzo conscio dello strumento, non inconscio come può esserlo una radio che trasmette musica in una pizzeria a
taglio.

La fruizione delle radio è i due tipi:

a. la radio si sente (quella di sottofondo) ed è la radio che fa leva sulla sfera inconscia della nostra mente

b. la radio si ascolta (quella a cui si presta attenzione) che invece fa leva sulla parte consapevole.

In ognuno dei due casi la pubblicità di oggi (un sorta di triste carosello dei giorni nostri) è completamente fuori luogo. Peraltro la relazione con la radio è una relazione intima, emozionale, fiduciaria.

L'utente di radio 24 non ha bisogno di prestare la sua attenzione alla radio (il famosi squillo di tromba), gli danno fastidio, rompono l'attenzione e la concentrazione.

Discorso che vale anche nelle radio non parlate: ogni stazione ha il suo sound, come fai a fare uno spot che va bene per tutti? Sono sempre stato convinto che la vita è musica, bisogna solo trovare il giusto ritmo, figuriamoci quindi quanto trovo fastidioso interrompere il ritmo!  Vuol dire indisporre il consumatore verso un prodotto o un marchio.

Non capisco perché i pubblicitari non lo capiscono. Anche solo un semplice annuncio del medesimo speaker (come fanno nelle radio locali) sarebbe enormemente più pratico ed efficace.

Andrea Denaro
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