L'ipocrisia degli ecologisti


Parliamoci chiaro: ad oggi non esiste un vero modo di ridurre l'impatto ambientale dell'uomo, senza drasticamente cambiare il modello economico mondiale che si è affermato negli ultimi 30 anni, ovvero il capitalismo, anzi il consumismo.


Il problema è che siamo troppi e che vogliamo tutto. Fine. Il resto è solo una grande menzogna: Al Gore da perdente mondiale è diventato leader di una grande tribù di ambientalisti radical chic. Promuove le auto elettriche, ma fare le batterie è peggio di consumare benzina (tra produzione fisica delle batterie, trasporto, acidi vari e smaltimento). E fa un sacco di soldi grazie ad una giusta causa.


Intanto due continenti di plastica stanno riunendosi nel Pacifico spinti dalle correnti mondiali.  


C'è stata l'epoca del metallo, dell'oro… noi viviamo in quella della plastica: la plastica, e quindi il petrolio, è alla base della nostra vita. Qualsiasi cosa facciamo, c'è la plastica: il telefono, la pellicola del prosciutto, la scatola di caramelle, nelle magliette… Addirittura l'acqua è nella plastica. Allora chi se ne frega delle auto elettriche; bandiamo la plastica no? No, perché la plastica cosa poco, è facile da trasportare e fa si che tutti possano avere tutto. 


E poi ci dicono che la più grande causa di inquinamento, più delle macchine , è la m…. di mucca. Ma a chi non piace una buona bistecca? E chi non pensa che sia giusto che ogni uomo sulla Terra abbia il diritto di mangiare la carne?


Quindi non esiste ad oggi una vera politica/soluzione per ridurre sensibilmente l'impatto dell'uomo sull'ambiente. In altri termini viviamo nella green bouble: fa moda, fa tendenza e soprattutto fa fare un sacco di soldi a chi fa green business. Ma fa poco e niente per l'ambiente.


A meno che non bandiamo una cosa: l'uomo!

Andrea Denaro