Italia come l'Argentina? Ovvero manifesto di chi è #fuoridalcoro

Non mi piace parlare di politica in questo contesto. Perché ne sono nauseato e perché credo che in realtà non sia altro che lo specchio della nostra società.

Vedo tanta ipocrisia in giro: da Vieni via con Me agli studenti in piazza, passando per Fini e Berlusconi. Sento tutti, escluso nessuno, che strillano, minacciano e si agitano solo per propri interessi personali.
Non sento nessuno, proprio nessuno, parlare del Paese.

Non a caso viviamo nel Paese dei furbi o, a dirla più poeticamente, dei mille campanili: in Italia pensiamo solo al nostro personale tornaconto, non riusciamo (forse mai ci riusciremo) a fare sistema.

Non esiste una società perfetta, esistono però situazioni migliori di altre. Ho conosciuto una persona eccezionale che da Brindisi è finito ad essere uno dei top manager dell'acceleratore di Stanford. Non è una persona qualunque, questo è ovvio, ma è anche la dimostrazione che se pur non esistono società perfette, esistono contesti che permettono alle persone di arrivare. Io credo che il mio paese mi debba semplicemente dare le opportunità per crescere, ma poi debba premiare i migliori e non dare tutto a tutti.

Oggi il mio paese non mi da nemmeno la possibilità di partire ed il motivo per cui non me la da non è Berlusconi, come non lo è Bersani (a dimostrare quanto sono inefficaci i nostri politici che non riescono a fare neanche del male): il motivo sono le tasse, le banche, le provincie, gli statali, gli avvocati, i commercialisti, i tassisti, gli insegnanti, i comunisti, i fascisti, la lega, i medici, i cuochi ed i camerieri; i sindaci, i mafiosi, i ladri, i poliziotti ed i carabinieri…
Insomma senza che faccio la lista di tutti gli italiani credo sia chiaro il concetto: in Italia tutti vogliono tutto. E senza dare niente in cambio.

É impossibile.

A questo paese, per poter sopravvivere, servono drastiche riforme strutturali che per forza di cose andranno ad incidere su qualcuno. E premiare quelli migliori di altri. No way: è così. Mi dispiace per i mediocri che portano voti.

Allora chiedo per cortesia a tutti coloro i quali impediscono anche ai pochi, come il sottoscritto, di fare il suo piccolo e misero lavoro, di lasciarmi lavorare in pace, in un clima sereno, almeno finché mi organizzo per togliere il disturbo. Per lasciarvi agonizzare in pace.