piccolo vademecum sugli errori da NON fare in una campagna social #SMM

Prendiamo l'esempio di Vodafone che ha avuto una idea molto divertente e cioè quella di creare una caccia al tesoro sul web passando per i social. L'idea non sembra affatto male. Realizzandola hanno però fatto un errore tanto semplice quanto fondamentale. 

Partiamo dalla definizione "social media". Non è un termine corretto, in quanto non esiste un "media"; o meglio esiste nella misura in cui si offrono degli spazi di ADV e si possono fare delle campagne che stimolano la partecipazione del pubblico (earned media). 

Quando però si vuole interagire veramente con gli utenti, lodevole intenzione, la musica cambia e bisogna ricordarci che di Media, nel senso tradizionale del termine, abbiamo ben poco.

Lo sbaglio è nel veicolare una campagna usando degli account ufficiali come @vodafoneit su Twitter o Vodafone Italia su Facebook. É come se allestissimo la sede principale di Vodafone come il negozio in centro che vende telefoni: ci sarebbero decine di persone che entrando per i motivi più disparati, si troverebbero assolutamente spaesati (ed insoddisfatti) nel trovare una simpatica (magari anche carina) signorina che non sa altro che ripetere messaggi promozionali. 

Facebook non è un computer ne un portale: sono persone e le dinamiche sono esattamente le stesse del mondo "reale". Attenzione dunque: i social network non sono una rappresentazione della realtà, i li definirei al contrario una sorta di boosted reality proprio a dire che tutto quello che succede online usa le stesse dinamiche tradizionali, ma con una velocità e con degli eccessi pazzeschi! 

E come nella realtà, vale la sincerità nelle relazioni, ovvero la trasparenza, l'onestà e la coerenza. La strategia del venditore da mercato del pesce non va funziona. Nei social network esistono due piani di relazione completamente distinti e paralleli, di cui uno è talmente diretto che la all'utente pesa più che mai sentirsi preso in giro.

Io, come mille altre persone, chiedo ad un account ufficiale (Vodafone Italia) una serie di informazioni (e di lamentele). Non credo di essere un marziano, ne sto sparando insulti a vanvera. Stesso faccio con decine di altre aziende (ultimamente Lufthansa per esempio): queste rispondono, Vodafone no.

La morale è: evviva se un'azienda decide di sbarcare su Facebook, ma bisogna farlo organicamente ed intelligentemente. 

Sono convinto che Vodafone presto evolverà verso un approccio più strutturato, mantenendo la leadership che ha dimostrato negli altri campi. 

Per ora che dire: almeno il Pupone ha più tempo per allenarsi, che qui a Roma abbiamo ben altri problemi! :-)