Chatroulette, il pericolo che incombe sulle nostre misere vite

Avete mai provato Chatroulette.comÉ inventato da un russo e come tutte le cose rivoluzionarie è di una banalità estrema! Basta avere una webcam per essere connessi, in maniera assolutamente casuale, con un'altra persona in giro per il mondo in quel preciso momento on line. 

Ci sono solo 3 funzioni: next (webcam), report (per gli abusi), pausa.

In America sta diventando un vero e proprio fenomeno, scalando velocemente la classifica dei siti più visti. E fenomeni di costume stanno diventando anche i personaggi, assolutamente anonimi, più buffi (ecco due gallerie di foto 1 2).

Il paradigma dietro a questo sito è eccezionale: sfrutta al meglio il concetto di crowd (tipo youtube), ma in real time. Lo stesso Chatroulette usa il termine gioco, partita (game) per iniziare una chat.

Devo dire che mi ha colpito, perché rappresenta nello stesso momento i principali concetti propri del web 2.0: 

a. uno pensa che oggigiorno si sono inventati tutto, ma Chatroulette è la perfetta dimostrazione che non è così

b. è l'esempio perfetto delle caratteristiche necessarie ad un progetto di successo per una piccola o grande rivoluzione: è molto molto semplice, super interattivo e completamente sociale. 

c. è la massima espressione, portata probabilmente all'estremo, della socialità ai tempi del web 2.0 e della snack culture

d. è il primo grande esempio di Real Time Video, è il nuovo Youtube 03.0 

e. E Youtube lo supera anche in termini di intrattenimento: non è un sito da vedere, è un servizio da giocare, con il quale interagire. Che faccio ora? Mi sparo un'oretta di chatroulette!  

Al di là della marea di esibizionisti con gli attributi in bella mostra (tutti maschi ahimè!!!) Chatroulette è anche il segno dei tempi che cambiano: i frequentatori sono tutti molto giovani, mentre io non nascondo una certa timidezza nel fare la prima chat. 

Ma è ovvio, perché ancora ho un approccio da spettatore, mentre su Charoulette gli spettatori non esistono, esistono solo i giocatori. In realtà fatta la prima, la seconda è più facile, ma la cosa che mi stupisce è vedere i giovanissimi che hanno invece un approccio molto più aperto ed estroverso di quanto non riesca ad avere io, vecchio 33enne! Mi chiedo allora se è un mio limite, o se sono esagerati loro.

É il popolo di Facebook che ha sempre più voglia di parlare, di relazionarsi. Davanti ad un computer invece che in mezzo alla gente reale  critica ovviamente qualcuno. Più che criticare, io mi chiedo perché; perché non chiamare un amico e parlare così come si parla davanti ad una webcam? Ma qui in realtà la virtualità è molto meno virtuale, ed è forse per questo che piace così tanto: gli strumenti moderni, ma persone vere che parlano veramente, davanti al video.

Credo sia onestamente presto per dire se è un bene o un male. É diverso dalla nostra concezione di socialità, ma non è detto che sia un male.  

Sono comunque convinto che di questo sito ne sentiremo presto parlarne perché le applicazioni e derivazioni che ne nasceranno saranno veramente tantissime.