Io non investirei nella Fiat, ovvero quanto è vecchia l'industria

Oggi il Corriere dedica l'apertura al riassetto della Fiat. Che sposterà parte della produzione in Italia.

Bhè, una buona notizia, no?

Vero.

Il bello viene dopo, sulla numerologia a bordo pagina:

- oltre 100 miliardi di euro di fatturato. "Ottimo" penso io. 
- poche aziende al mondo fatturano così tanto. Vero.
- addirittura la MIcrosoft fattura poco più della metà.  Ma che c'azzecca la Microsoft? Bho, però è vero.
- 5 miliardi di utili alla fine del piano (2014). Lordi o netti?

5 Miliardi di utile alla fine del piano?! Ovvero 5 miliardi di utile (promessi, ovvero tutti da dimostrare) dopo aver fatturato 500 miliardi !? Ovvero un profitto dell'1%!!!

Io non penso che ci sia da essere così fieri: poco furbo il giornalista del Corriere a paragonare la Microsoft alla Fiat, con tono da rivincita, quando MS solo con gli utili di cui non sa che farsene se ne compra 4 di Fiat; ma soprattutto segno di come i tempi cambiano.

Cambiano perché l'industria è improvvisamente diventata un vecchio di fare impresa. Ora la Fiat probabilmente non sarà l'azienda più efficiente al mondo, ma che senso ha spendere 495 miliardi di euro per guadagnarne 5? É un modo pazzesco per bruciare denaro. E pensare sudore poi quanto è costato, ai clienti che hanno comprato le macchine, tutto quel denaro.

A cosa serve? Praticamente a pagare lo stipendio degli operai ed i debiti della Fiat. Non crea valore, distribuisce (inefficientemente) denaro

Dall'altra parte vedi invece una azienda come Google che fattura un quarto e fa 4 volte quelli utili in un solo anno. Ok, è Google; è il leader, il top, il migliore. Ma prima di arrivare a Google esistono tanti modi più furbi di investire i soldi.

Tutto questo quindi non per dire che i manager della Fiat sono più o meno capaci, ma è per dire che il modello ad essere ormai invecchiato. 

La manodopera, che piaccia o no, deve essere localizzata dove conviene al sistema nel suo intero, dove è più efficiente, dove magari può generare quello sviluppo che in Italia è stato durante il dopoguerra.

E che al mondo esistono beni per i quali l'utente è disposto a pagare sempre meno e/o sono sempre di minor interesse. In Italia l'auto è ancora vista come uno status symbol, mentre in decine di città del mondo (che funzionano) l'auto è solo un mezzo, ingombrante, inquinante e poco pratico, di trasporto.  

Tutto questo avrà nei prossimi anni un effetto dirompente sull'economia mondiale perché le nuove tecnologie stanno cambiando le nostre abitudini di vita.