avviso ai naviganti: proprio niente male l'ultimo numero di #wired



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E non solo per la presenza del mio amico @leeander, ma perché gli argomenti sono sempre più argomenti interessanti e sempre meno marchette pubblicitarie. Sono contento che una testata italiana si stia ritagliando una propria identità in questo tipo di settore. Rispetto ai cugini americani, di cui vengono riprese spesso (e giustamente) storie e contenuti, la versione nostrana non ne è una copia sbiadita, ma anzi riesce numero dopo numero a guadagnarsi un suo rispettabile un punto di vista. 


Certo la strada è ancora lunga (neanche al meglio c'è mai fine!), ma rispetto alla quasi delusione del primo numero, io che sono da sempre abbonato alla rivista americana, mi sembra di vedere una bella differenza.


Speriamo che continuino così!