@stefanogabbana e twitter (e l'Italia)

Notizia succulenta oggi sul Corriere: Stefano Gabbana se la prende con l'italia e con le tasse. Ovviamente per quanto mi riguarda il termine "succulento" riguarda il fatto che tutto questo sia avvenuto su Twitter.

Io sono un estimatore da tempo di questo strumento, non so bene neanche perché. Forse proprio perché è estremamente  semplice.  E chi lo usa, dopo un po' ne viene conquistato. Soprattutto se sei un personaggio pubblico, il rapporto così diretto ed onesto che si crea con la gente è impressionante.

Noto che da un po' anche in Italia, grazie ad eventi come la rivolta in Egitto, Twitter è diventato uno degli strumenti che i giornalisti seguono con più attenzione, sempre a portata di scoop! Ad esempio quasi tutti gli articoli del Corriere sono firmati anche con un account Twitter. Un esempio è l'account molto ufficiale di Daniele Manca, vicedirettore del Corriere: dando una passata ai suoi contatti ne esce un bello spaccato dei giornalisti italiani in rete.

Se devo quindi fare una previsione, ora che i … "VIP" hanno sposato Twitter, un po' come è successo in USA, anche qui avrà una maggiore diffusione. Quindi se oggi le strategie di social marketing hanno sempre come focus Facebook, forse ora è il caso (finalmente!) di ripensarle  in maniera almeno duale.

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Ps. un "breve" commento alla storia di Gabbana in se. Al suo epiteto Ladri mezza rete è venuta giù. Permettetemi di dire due parole, o meglio due concetti.

1. Un personaggio pubblico deve sempre essere cosciente a mio avviso del ruolo, per l'appunto pubblico, di cui gode e quindi dosare con attenzione le sue parole. Capisco lo sfogo, coerente con la figura di stilista geniale, ma trovo giusto che chi ha più voce (e fortuna) di altri dimostri in ogni momento di meritarselo.  

2. Attenzione a non farsi prendere da demagogia e populismo: Stefano Gabbana e Domenico Dolce dai loro 50 metri di yacht "forse" faranno meno sacrifici di tutti noi in questo momento, ma grazie ad una azienda come quella, nata dal loro genio, migliaia di persone hanno un lavoro, compresi gli operai che hanno costruito il loro mega yacht! Dolce & Gabbana, come tutte le imprese, muovono l'economia; se non ci sono gli imprese, non ci sono i lavoratori. E' il solito dibattito destra - sinistra? Comunismo /- capitalismo? No! E lo voglio assolutamente chiarire. 

Allora dov'è il problema?  Non è nella Guarda di Finanza di certo, che fa sempre meglio il suo duro lavoro. Il problema è di equità economica, oltre che sociale. Per una volta nella storia imprese e lavoratori hanno una battaglia comune da portare avanti: dobbiamo accanirci contro chi sperpera, invece di accanirsi contro chi produce.  Se non cambiamo mentalità, l'Italia ha veramente vita breve.