AppStore segna la fine del free?

<< Tanti anni fa, quando aprì l'AppStore erano presenti moltissimi software gratis. Poi si accorsero che potevano fare un sacco di $$$ e così le applicazioni gratis sparirono e lasciarono il posto a versioni dimostrative o civetta e il software gratis finì >>

Forse questo sarà la favola della buona notte che mio figlio racconterà al suo prima di dormire… Effettivamente il modello Apple rende giustizia agli sviluppatori. Un esempio tra tutti Growl, da anni uno dei più scaricati pacchetti per OSX. Si tratta di una applicazione che permette di fare le notifiche all'interno del computer, aprendo dei simpatici pop-up. Tantissimi software per Apple, da Skype a Twitter e molti ancora lo richiamano dall'interno delle loro applicazioni. 

Tuttavia fino ad oggi Grwol era gratis, o meglio era a discrezione dell'utente se "donare" qualche soldino allo sviluppatore. 

Fino ad oggi. 

Proprio oggi, infatti, mi è stato chiesto l'aggiornamento del software alle nuova versione. Non ho idea delle modifiche che apporta, ma per principio ho seguito le istruzioni e disinstallato la versione che avevo nel computer e andato sull'AppStore a scaricare la nuova versione. Sorpresa! La nuova versione costa 1,59€. Ma come non era gratis?

Ovviamente prima dell'AppStore nessuno avrebbe investito soldi per mettere in piedi un sito di commercio elettronico per vendere software a 1.59€ perché sarebbe stato assolutamente anti-economico, ma grazie a questo nuovo modello distributivo la situazione è cambiata!

Per quanto alcuni sicuramente grideranno al complotto capitalista, io sono invece molto contento: è chiaro che il software, come la musica, gratis fanno comodo a tutti, ma non è giusto (nonché possibile) lavorare gratis. Tutti dobbiamo mangiare; senza contare che trovo fondamentale che chi produce qualcosa di buono abbia diritto a goderne i benefici, meglio se sostanziosi.