Viva il divertimento "sano"



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Ovviamente sarò solo uno delle migliaia di italiani che hanno scritto della loro esperienza in uno stadio americano, ma non riesco a non scrivere questo post. E lo scrivo con la tristezza di una nel cuore.

Oggi ho aderito all'invito di un amico e sono venuto a vedere una partita dei Giants. Gran bella esperienza vedere il baseball per la prima volta. Per altro si tratta di una sorta di derby, se pur amichevole.

Prima differenza: lo stadio è in città ed il traffico non è bloccato. Ci sono 10 poliziotti all'ingresso, non i 10 mila dell'Olimpico.

Entri e ordinatamente le persone si dirigono verso i loro posti. Chiunque può entrare in qualsiasi parte dello stadio, non c'è divisione per settori.

Ti siedi ed inizia l'inno: tutto il pubblico in piedi nel più assoluto silenzio e rispetto, fino a quando, a fine canzone, un applauso scrosciante.

La partita dura più o meno tre ore, quindi non poco. Nel frattempo puoi andare in giro per lo stadio: c'è una parte di spalti, una di shops, una di passeggiata in riva al mare, addirittura una zona di completa ricreazione per bambini, giostre di vario tipo, compreso un campo in miniuatura dove i più piccoli possono provare a fare qualche colpo. Ogni 10 metri un chiosco con tanti tipi di cibo diversi, dal classico hot dog, al cibo Hawaiano. Ed al secondo piano il vip club, aperto a chi paga, non a chi ha l'auto blu.

Ci sono migliaia di persone che camminano ordinatamente. Se per caso ti urtano, di chiedono scusa, se ti cade una monetina ti aiutano a raccoglierla. Non c'e un poliziotto, solo hostess e relativi colleghi maschi. Ci sono zone vietate in cui è vietato sostare: se per caso lo fai, gentilmente e con il sorriso ti chiedono di spostarti. Insomma, incredibile a dirlo, sono tutti molto educati! Anche quelli che non lo diresti mai, con la birra in mano, tatuaggi, orecchini ed un collo più grande del mio bacino.

Una palla finisce fuori campo e nessuno si ammazza per prenderla: si rimane al proprio posto e ci si compliementa con la ha raccolta.

"Inviato da iPad". Già inviato via iPad perché c'è la connessione gratuita in tutto lo stadio.

E poi bambini, tanti bambini. Io mio figlio allo stadio ho paura di portarlo, qui quasi ci sono più bambini che adulti.

Addirittura un'occasione per conoscere persone, parlare del più e del meno; anche di business!

Sarei curioso di sapere a fine giornata il bilancio dell'olimpico e quello dell' AT&T di San Francisco. Panini, gadget, giostre, negozi di ogni tipo. E soprattutto mi chiedo quanto in meno i nostri amici americani spendono per mantenere l'ordine.

Sicuramente questo stadio ti mette di buon umore e venire alla partita è un momento veramente di svago, ma parliamoci chiaro il problema degli stadi italiani sono gli italiani stessi. Pollice in giù per quello che il calcio è diventato, pollice in giù soprattutto per coloro i quali ogni domenica vanno allo stadio a sfogare la loro cattiveria di una vita da repressi.

Ma la dobbiamo finire di far finta di niente e lasciare le cose come stanno, ogni volta che un cretino va allo stadio fa un torto a tutti noi persone normali:

- impedisce a me di andarci con mio figlio
- costa a me ed a tutta la comunità per danni e per la polizia che deve evitare la guerra civile
- ma soprattutto mi costa per il mancato guadagno che uno stadio ben organizzato potrebbe portare alla mia squadra, al quartiere, al valore delle attività intorno allo stadio, etc etc etc

Mi chiedo: uno stadio nella più bella città del mondo, con uno sport splendidamente spettacolare come il calcio, quanto fantastico potrebbe essere? Perché non lo possiamo fare?

In Italia sembra sempre che far funzionare le cose sia così difficile, poi vieni qui e ti accorgi che è banale, è solo un problema di testa e di onestà. Ogni volta che vengo in America ho sempre meno voglia di tornare. E magari spero presto di riuscire a non tornare. P.s. per la cronaca: i Giants stanno perdendo, ma la gente ha pagato il biglietto per divertirsi e quindi la festa all' AT&T Park di San Sfrancisco continua.