come rovinare un brand: #Report (mai prendere in giro la Rete)

Oggi fioccano commenti e post sulla puntata di ieri di Report (video), relativa al fenomeno dei Social Media.

Io non sono di quelli (tanti) che hanno parlato di terrorismo psicologico, perché non voglio dare un ruolo pedagogico a chi proprio non lo ha, o almeno non più. La TV ha formato per generazioni gli Italiani, ma non credo proprio che ormai, con tutte le fonti informative a disposizione, abbia più quel peso. Quindi se quelli di Report hanno voluto dare una loro visione distorta delle rete, affari loro. La gente sa che non è così.

Mi soffermo invece su un altro aspetto, quello di comunicazione. 

Report è una trasmissione da sempre osannata, considerata baluardo della libertà di informazione e della tutela del cittadino. Io stesso, che con serenità noto quanto siano schierati ed ipocriti i Santoro di turno (a sinistra come a destra), ho invece sempre pensato a Report come una voce veramente fuori dal coro. E con me milioni di internauti. Anzi potremmo dire che la Rete stessa ha contribuito in maniera importante al successo degli ascolti della Gabbanelli, cresciuti costantemente negli anni. 

Fino a ieri.

Provate a leggere i commenti su Twitter, ripresi addirittura da un giornale come l'Unità, da sempre amico di Report e Rai 3: improvvisamente Report è diventata una trasmissione non più oggettiva. Per non parlare dei commenti sulla loro pagina Facebook.

Il fondo? Quando dal non oggettivo siamo passati al comico, grazie a chi ha raccontato che - udite bene! - Facebook ha un accordo segreto con Berlusconi per cui cancella gli account contrari al governo! Dovrebbero farsi un giretto su Facebook stesso per capire in pochi secondi che forse sarebbe addirittura più verosimile affermare il contrario :-)

Scherzi a parte però, il problema è un altro. Ora chi mi garantisce che Report non sia altrettanto falsato o impreciso quando parla di acqua in Sicilia o di appalti pubblici? Mettendo peraltro in mezzo nomi e persone? Nessuno. Anzi, se oggi sentissi il politico di turno a dirmi che la puntata X di Report era una puntata schierata, non avrei più difficoltà a credergli!

Senza contare il fenomeno dei Social Media avrebbe avuto già di suo tanti argomenti spettacolari, senza alcuna necessità di crearli ad hoc.

Allora le riflessioni sono due:

Primo la sincerità è la cosa più importante in comunicazione. Magari non spacchi, ma eviti di fare danni. E questo tipo di danni si pagano cari! Sicuramente Report sarà di nuovo presente domenica prossima con i suoi servizi, ma migliaia di Italiani non lo vedranno più. Poco in termini numerici, ma se in ballo c'è la fiducia di migliaia di persone, credo sia un valore importante.

Secondo la Rete vigila su di noi. La Rete (leggete la saggezza della folla) è lei stessa baluardo dei nostri interessi: non è più permesso a nessuno andare in TV e dire bugie, perché le bugie dopo pochi minuti sono smontate online.

W il Web (che mi permette di dire le mie quotidiane boiate), W Facebook (che veicolerà il mio post!) e W Radian6 (che ci spia online e che sfortunatamente quelli di Report non usano!)