Se un sociologo marziano studiasse l'impatto dei giudici sul fenomeno Berlusconi


Proviamo per un minuto, almeno uno, a distaccarci da tutte le emozioni che ci provoca il nome Berlusconi, positive o negative che siano. Facciamo finta di essere dei marziani insomma, forse anche dei Romulani



Non voglio palare di politica in senso lato, figuriamoci qui dentro. Quello che mi interessa invece è vedere la gestione delle crisi da parte del Cavaliere che, se una cosa certa di lui può dire, è un eccellente comunicatore.


Io non so, ovviamente, se è credibile o meno il fatto che la magistratura si sia accanita contro di lui, se quindi l'immenso numero di azioni nei suoi confronti nascano dal fatto che è realmente il peggiore dei criminali, o invece un perseguitato.


So però che nel corso degli anni la sua strategia difensiva è sempre rimasta la stessa: porre l'oggettività (come tale dovrebbe essere la magistratura) su un piano di soggettività (come "può" invece essere la magistratura). Lui ha trasformato l'incontestabile, in contestabile; l'inopinabile in opinabile; un organismo super partes, in una squadra avversaria.


Gli storici ci diranno se su un piano istituzionale era corretto o meno, se avrà avuto riscontri positivo o negativi, fatto sta che il suo effetto è stato quello di creare due tifoserie. Non importa come va il paese, non importa cosa succede in una maggioranza che non c'è più, non importa che da anni non esiste l'opposizione, quello che importante è Berlusconi stesso. 


Attenzione perché la riflessione è più articolata, secondo me, di quello che può sembrare fino ad ora. Berlusconi ha creato una... "religione". Se fosse esistito solo il bene, sarebbe stato noioso. Per questo esiste il male. E siccome l'opposizione è a corto di argomenti, l'epica lotta diventa "Berlusconi contro la magistratura".


L'unico che l'aveva capito, ma non aveva le spalle abbastanza larghe, è stato Veltroni, che infatti è un grande comunicatore anche lui. La sua campagna, purtroppo veramente povera di contenuti e con un partito completamente disarticolato alle spalle, era concentrata sui contenuti, non sui giudici.  


A dimostrazione di tutto questo Berlusconi ha deciso di sfidare i giudici faccia a faccia, con tanto di tifo. Risultato? Gradimento in crescita.


Non guardiamo l'aspetto politico e, soprattutto etico, di tutto questo. O almeno non lo guardo io, che non ho certo titolo per giudicare, quanto invece soffermiamoci su cosa ci insegna tutto questo in comunicazione: alle volte per scaldare un marchio, devi creare il suo nemico. 


Pepsi VS Coca Cola, Bill Gates VS Steve Jobs, BMW VS Mercedes, Iphone contro Android! Potremmo andare avanti all'infinito, ma la morale è sempre quella: i marchi più forti, in termini di partecipazione e non solo di awarness, hanno sempre un alterego (o più) altrettanto forti.


Quando non hai questi duelli a scaldare gli animi, la gente si stufa e pensa ad altro; dimentica. (Che poi forse è questa la unica vera paura di Berlusconi: essere un giorno dimenticato).