La rivoluzione social è iniziata (la mia intervista su Mediakey di marzo)

Vorrei condividere un estratto dalla mia intervista sul numero di Mediakey di Marzo 2011 perchè trovo che ci siano degli spunti di riflessione interessanti.

MK: Quali sono i servizi che offrite e i vostri punti di forza? 
[...] Oggi Dnsee sta diventando la capofila di un piccolo gruppo di realtà che aggregano le migliori teste per ogni ramo di attività, mantenendo in ognuna il proprio processo di lavoro per garantire ai nostri clienti l’eccellenza. Tutto ciò è assolutamente in linea con la nostra mission aziendale, non tanto riferita alla comunicazione quanto al raggiungimento degli obiettivi di business: puntare a una meta concreta, con la libertà di scegliere gli strumenti più efficienti in quello specifico contesto, cambia drasticamente il modo di lavorare.

Ovvero: non sono convinto che tutti dobbiamo fare tutto. Ormai l'ambito digitale è talmente ampio e richiede talmente tante competenze che non è più possibile pensare di fare tutto in casa. Le agenzie per prima devono diventare "Cloud", ovvero devono essere in grado di coordinare processi complessi. E' la conferma di qualcosa che già quasi 2 anni fa andavo raccontando

MK: La separazione tra il mondo reale e quello digitale sarà superata dalla diffusione organica dei grandi social network e da device mobili sempre più efficienti. Come si attuerà questa rivoluzione in concreto?
Già da tempo scrivo di come i social media, veicolati sui cellulari, rappresentino una diretta estensione della persona nel network. Saremo sempre di più ‘always on’, e le ripercussioni nella vita pratica ancora sono tutte da vedersi. Mi ha lasciato di stucco vedere come anche tanti tra i nostri genitori usino Facebook dal telefonino per comunicare con amici e parenti. Cambia la quantità dell’informazione che trasmettiamo, nonché la tipologia di contenuti: è una rivoluzione.

MK: Quanto sono stati usati e compresi finora i social network dalle aziende come tool di comunicazione, e quanto sono ancora da scoprire?
Sarebbe scontato rispondere che sono stati sfruttati poco, ma facendo un’analisi più approfondita non è così. Il marketing ha sempre gestito la comunicazione online, il più delle volte limitandosi a fare campagne promozionali. E sotto questo specifico ambito già si sono viste cose interessanti. Ma i social network offrono il modo più efficiente per interagire con il pubblico, ed è qui che si aprono fantastiche opportunità, dal caring alle intranet fino ad arrivare alla creazione stessa di nuovi prodotti. L’azienda del futuro non parlerà nei social network, sarà necessariamente integrata con essi. Ci troviamo di fronte a un radicale cambiamento culturale all’interno di ogni organizzazione sociale.

MK: Oggi il marketing si fa nel prodotto e non sul prodotto. Ci può spiegare questo concetto e fare qualche esempio? 
Quella che cita è una frase di Seth Godin che mi è rimasta veramente impressa. Un esempio su tutti è Apple, un marchio che ha comunicato tanto e bene, ma non meglio di altri concorrenti. La differenza allora dov’è? Nel prodotto, che è eccitante, coerente ed efficiente. A fare pubblicità sono bravi tutti, basta pagare: è l’esperienza complessiva dell’utente a fare il marketing oggi, soprattutto nell’era dei social media.

Altra piccola nota. Torno adesso da San Francisco: inutile raccontare che ancora c'è la fila per comprare l'Ipad 2, mi stupisce di più che (per non rompere la tradizione) sono andato a far visita al negozio Apple di Infinite Loop 1 ed anche questa volta ho trovato orde di fans che compravano magliette e gadget della mela. Ma ce li vedete voi i fans al negozio Windows? O Dell?

MK: User experience design, touch and mobile media, electronic and mobile payment, social monitoring: il vostro lavoro è anche ricerca. Come si crea eccellenza in questi settori?
È raro trovare un’azienda italiana, soprattutto un’agenzia, che investe nella ricerca. Al contrario noi investiamo sempre di più, proprio perché Dnsee punta all’eccellenza. La comunicazione digitale ruota per forza di cose intorno a device e interfacce: garantire la migliore esperienza d’uso non è complementare, è fondamentale! Posso fare la campagna virale più efficace del mondo, ma se poi non gestisco perfettamente il modo con cui l’utente interagisce con essa l’effetto sarà comunque mediocre. Si può quindi scegliere di prendere un giovane esperto di user experience e buttarlo nella mischia, oppure di affidarsi ai numeri uno che hanno costruito la propria eccellenza sul processo di lavoro. Questa è la strada che ha scelto Dnsee, grazie al legame stretto con il mondo delle start-up: scegliere solo i migliori. Così, per esempio, siamo gli unici partner in Italia di Radian6, che è notoriamente la più potente piattaforma di monitoraggio online al mondo. A breve rilasceremo una nostra innovativa piattaforma open source e saremo presenti alle più importanti manifestazioni per tenere dei workshop sulla progettazione di interfacce e su tutti gli argomenti legati ai social media.

Se guardiamo la storia della comunicazione, le agenzie sono state sempre il centro di grandi momenti di ricerca ed invenzione di mode che poi si sono applicate alla vita reale. Perché non dovremmo fare altrettanto oggi? Girando negli ultimi anni tra il Cebit, il Gitex o il più noto Web 2.0 Expo che per una realtà come dnsee avere un legame con questo mondo è veramente fondamentale. E questo non solo è un vantaggio per dnsee stessa perché migliora la sua offerta e la sua qualità, ma soprattutto perché è quello che i clienti di oggi chiedono. Nuovi strumenti di comunicazione, di analisi, di monitoraggio e/o nuovi trend: mantenersi al passo dei tempi, a questo ritmo e velocità, è una attività veramente impegnativa.

MK: Fino a poco tempo fa le aziende tendevano a riservare ben poco del budget di comunicazione al mondo online, puntando sull’adv classico. Le cose stanno cambiando?
Decisamente! Oggi il digitale è il cuore di ogni attività di comunicazione che abbia un senso. Addirittura, ci sono primarie aziende italiane che non fanno neanche più la tv. E il motivo è semplice: portiamo a casa risultati molto concreti. [...] Con questo non dico che la tv non serva più, ma con la metà degli italiani su Facebook probabilmente non è sempre il mezzo più efficiente. 

Ancor più vero se pensiamo che il pubblico sul quale si registra la crescita più alta all'interno di Facebook, sia in termini di registrazioni che di utilizzo, è quello 34/45.

MK: La tecnologia e la comunicazione viaggiano oggi a velocità siderali. Qua- le sarà la prossima novità? 
Se si pensa alla velocità con cui sono nati e cresciuti Facebook o Twitter, è veramente difficile dirlo. Una delle prossime rivoluzioni riguarderà i piccoli business: Google gli ha aperto la porta dei grandi numeri, ma oggi strumenti come Groupon o Foursquare possono veramente far esplodere una piccola realtà con poco tempo e pochi soldi.