Come la tecnologia di prodotto modifica il marketing, in particolare il time to market

Ci sono molti aspetti interessanti nella diffusione di nuove tecnologie.

La più nota, forse, è la curva che mostra la diffusione della tecnologia all'interno di un gruppo di persone, i cosidetti early adopter

 

Altra curva interessante da analizzare è quella di Gartner che un paio di anni fa prendeva in considerazione l'aspettativa di una nuova tecnologia rispetto al suo utilizzo e beneficio reale

 

Spostando però questa analisi nel marketing, sopratutto visto su ampia scala, la più interessante (e forse la più banale è questa):

  

 

Il concetto base, come detto molto semplice, è che nel tempo il livello di complessità nell'uso della tecnologia stessa scende così come scendono i costi.

Applichiamo questo principio a due aree più specifiche di marketing o comunque dal marketing guidate: CRM e comunicazione.

CRM

L'avvento dei così detti modelli di licenza SaaS (Software as a Service) e più in generale del cloud computing sta cambiando drasticamente il conto economico del CRM: se prima (fonti Forrester e Gartner) il 75% del budget annuale alla voce CRM era legato al TCO (total cost of ownership) della piattaforma tecnologica, tra implementazione, manutenzione, etc... e solo il 25% alle attività, l'avvento di piattaforme SaaS molto mature e performanti, come SalesForce, invertirà questo modello.

Avremo quindi circa il 25% dei costi legati alla piattaforma ed il 75% a disposizione per valorizzarla! Dalla lead generation, a loyalty e caring vuol dire liberare il 300% di risorse in più! Tutto questo comporta quindi la necessità di gestire (ovviamente con il supporto della tecnologia) un time to market delle nostre iniziative completamente diverso.

Banalizzando: se prima un'azienda aveva 100K per fare 3 campagne di direct mailing sulla sua lista clienti, nel 2014 (la data che Gartner e Forrester indicano come il punto di svolta) avrà a disposizione 300k. La domanda è: cosa ci faccio? E da qui la necessità di rispondere in tempi sempre più rapidi.

 

Comunicazione

Passando, come si suol dire, di palo in frasca, prendiamo un altro esempio di un mercato fortemente influenzato dalle nuove tecnologie, tecnologie arrivate ormai ad una certa maturità: il cinema. Grazie ad una continua reingegnerizzazione dei processi e delle tecnologie, i modelli sono sempre più riutilizzabili, quasi fossero attori veri.

Ora il costo e la durata di produzione di un film si basa sulla sua lunghezza, a parità di complessità ovviamente. 

Prendiamo il caso Transformers: tra un film e l'altro (soprattutto il terzo) la quantità di effetti speciali è cresciuta in maniera sostanziale, così come è cresciuta la durata del film stesso. In altri termini a produrre più scende e più complicate c'è voluto meno tempo.

The Avengers, la saga Marvel, ha la stessa storia: Iron Man 1 è del 2008, il sequel del 2010, ma all'inizio 2012 è potuto uscire un film di ben 20 minuti più lungo con 2 personaggi completamente virtuali (Hulk e Iron Man) ed altri due belli ricchi di efffetti. Tutto questo grazie alla possibilità di riutilizzare grandissima parte del lavoro fatto per i vari Iron Man, Thor, etc..

In comunicazione questo si traduce quindi con ritmo molto più frenetico e soprattutto con la necessità di avere una visione di medio / lungo periodo per non lasciarsi travolgere da eventi sempre più vicini.

Ecco perché da tempo parlo di vero e proprio Project Management all'interno delle agenzie. E' una esigenza, come dimostrato fin qui, molto molto concreta.  

Mi torna in mente il bravo Seth Godin che nel 2005 parlava di marketing nel prodotto e non sul prodotto.