Panorama, l'Espresso e l'arte di copiare migliorando

Non ricordo esattamente quando, ma tempo addietro sentii una divertente storia sull'arte di copiare, addirittura migliorare, rispetto ad inventare. In altri termini la probabilità di inventare un nuovo prodotto di grande successo è di gran lunga inferiore a quella di evolvere qualcosa di esistente, magari della concorrenza.

Non so dire se fosse una storia basata su fatti concreti e reali: mi viene in mente iPhone VS Android (vinta dall'inventore, Apple), ma anche xBox VS Ps (economicamente vinta dall'evolutore Microsoft). Probabilmente a fronte di un super successo tipo l'iPhone, ci sono centinaia di casi meno noti di gente che fa soldi con le imitazioni, magari, come detto, migliori dell'originale.

Non capisco perché tutto questo non valga anche per i nostri primi settimanali di informazione: l'Espresso da un lato e Panorama dall'altro.

Interessato alle (tristissime) vicende d'Oltretevere (ovvero il Vaticano) ho infatti comprato per la prima volta due copie su iPad dei due settimanali. Per precisione aggiungo che per l'Espresso è possibile scaricare la copia del cartaceo o la versione per iPad ed ho scelto quest'ultima. Al contrario Panorama ha solo la copia del cartaceo.

A parte le politiche di pricing (2,39 Espresso, 0,79 Panorama) mi chiedo perché ancora nel 2012 trovo errori macroscopici di usabilità.

Partiamo dall'indice: ognuno dei due ha un suo metodo per richiamare l'indice e devo dire che non mi è stato facile trovare i contenuti che mi interessavano (cosa che nel cartaceo di entrambi forse è anche peggio) magari perché non erano tappabili.

Come al solito il testo non è zoommabile in entrambi a meno che (Panorama) non farlo sull'intera pagina.

Senza andare oltre mi chiedo: non era più facile copiare un app. come quella di Business Week? Perché ci troviamo ancora nel 2012 a reinventarci l'acqua calda? Quanto tempo avranno speso (e non solo tempo) le due case editrici per arrivare ad un prodotto ancora immaturo?

Attenzione la mia non vuole essere una critica ai due editori (bontà loro facciano quel che credano più valido) quanto invece una riflessione su due temi:

1. l'enormità di tempo e soldi spesi sul rifare da capo invece di evolvere. In informatica si parla di refactoring, ma il concetto è valido per qualsiasi tema: si dovrebbe partire dal leader e capire come evolvere, migliorare, rifattorizzare.

2. il benchmark e l'analisi: scriverò presto un post, ma l'impressione è veramente che partendo per una sfida del genere spesso ci dimentichiamo la parte principale di una sana progettazione che sarebbe capire come gli altri che hanno avuto il tuo stesso problema hanno provato a risolverlo.

Con Dnsee stiamo portando avanti una battaglia culturale per cercare di diffondere questi concetti; culturale proprio perché credo che il problema sia, appunto, culturale più che di uno specifico manager o azienda: copiare è sempre meno stimolante che inventare, sembra una toppa, e troppo spesso ancora sento aziende dire che i soldi spesi in benchmark ed analisi sono soldi buttati.

Bene: questo è il risultato.