L'acqua che fa Groupon ci sommergerà tutti

Il secondo commento di oggi è molto più … core e riguarda il fantomatico Groupon. Qualcuno ricorderà il mio post di qualche mese fa in cui mettevo in guardia le aziende da aderire ai soldi facili  che il sito promette.

Luca de Biase segnala alcuni post, anch'essi in linea con quanto raccontavo, e lo stesso Mashable qualche giorno fa raccontava la storia di una pasticceria che è andata in bancarotta per colpa di Groupon.

Tutto brutto già di suo, se non leggessi che i conti di Groupon sono da un lato eccezionali (i ricavi volano) ma dall'altro allucinanti visto che l'azienda continua a spendere cifre impressionanti di pubblicità accumulando perdite su perdite.

Io la trovo una gestione scellerata ed ho molta paura perché in una situazione dei mercati così volatile, se Groupon cade metterà ancora più paura agli investitori. E così per colpa di una gestione insana dei conti economici, pagheranno quei migliaia di giovani innovatori che vedranno scartate le loro idee da investitori giustamente scottati. 

@stefanogabbana e twitter (e l'Italia)

Notizia succulenta oggi sul Corriere: Stefano Gabbana se la prende con l'italia e con le tasse. Ovviamente per quanto mi riguarda il termine "succulento" riguarda il fatto che tutto questo sia avvenuto su Twitter.

Io sono un estimatore da tempo di questo strumento, non so bene neanche perché. Forse proprio perché è estremamente  semplice.  E chi lo usa, dopo un po' ne viene conquistato. Soprattutto se sei un personaggio pubblico, il rapporto così diretto ed onesto che si crea con la gente è impressionante.

Noto che da un po' anche in Italia, grazie ad eventi come la rivolta in Egitto, Twitter è diventato uno degli strumenti che i giornalisti seguono con più attenzione, sempre a portata di scoop! Ad esempio quasi tutti gli articoli del Corriere sono firmati anche con un account Twitter. Un esempio è l'account molto ufficiale di Daniele Manca, vicedirettore del Corriere: dando una passata ai suoi contatti ne esce un bello spaccato dei giornalisti italiani in rete.

Se devo quindi fare una previsione, ora che i … "VIP" hanno sposato Twitter, un po' come è successo in USA, anche qui avrà una maggiore diffusione. Quindi se oggi le strategie di social marketing hanno sempre come focus Facebook, forse ora è il caso (finalmente!) di ripensarle  in maniera almeno duale.

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Ps. un "breve" commento alla storia di Gabbana in se. Al suo epiteto Ladri mezza rete è venuta giù. Permettetemi di dire due parole, o meglio due concetti.

1. Un personaggio pubblico deve sempre essere cosciente a mio avviso del ruolo, per l'appunto pubblico, di cui gode e quindi dosare con attenzione le sue parole. Capisco lo sfogo, coerente con la figura di stilista geniale, ma trovo giusto che chi ha più voce (e fortuna) di altri dimostri in ogni momento di meritarselo.  

2. Attenzione a non farsi prendere da demagogia e populismo: Stefano Gabbana e Domenico Dolce dai loro 50 metri di yacht "forse" faranno meno sacrifici di tutti noi in questo momento, ma grazie ad una azienda come quella, nata dal loro genio, migliaia di persone hanno un lavoro, compresi gli operai che hanno costruito il loro mega yacht! Dolce & Gabbana, come tutte le imprese, muovono l'economia; se non ci sono gli imprese, non ci sono i lavoratori. E' il solito dibattito destra - sinistra? Comunismo /- capitalismo? No! E lo voglio assolutamente chiarire. 

Allora dov'è il problema?  Non è nella Guarda di Finanza di certo, che fa sempre meglio il suo duro lavoro. Il problema è di equità economica, oltre che sociale. Per una volta nella storia imprese e lavoratori hanno una battaglia comune da portare avanti: dobbiamo accanirci contro chi sperpera, invece di accanirsi contro chi produce.  Se non cambiamo mentalità, l'Italia ha veramente vita breve.

il delinquente con il SUV che mette sotto i poveri vecchietti

Sempre più spesso siamo costretti a sentire storie incredibili, o
meglio incredibili per la civiltà in cui (crediamo) di vivere. Ultima
in ordine di tempo quella del povero pensionato investito dal solito
SUV che voleva rubargli il posto auto a lui riservato.

I soliti titoli dei giornali ed i soliti benpensanti se la sono presa
con la categoria dei "suvvisti", salvo poi alla fine scoprire che il
delinquente in SUV era un signore altrettanto anziano, altrettanto in
pensione, alla guida di una jeep.

Certo leggere di un giovane arrogante in SUV che mette sotto il povero
vecchietto sarebbe stato più interessante, mentre letta nella sua
verità questa storia tira fuori tutta la tristezza del periodo storico
nel quale questo paese vive: non parliamo infatti del quartiere
abbandonato di Napoli o della pericolosa periferia di chissà quale
altra città; parliamo del profondo Nord, dove in teoria tutto dovrebbe
correre liscio.

Forse a Napoli non si sono (ahimè) nemmeno accorti che i cittadini si
sentono ormai abbandonati a se stessi, perché purtroppo devono da
tempo convivere con uno Stato assente, ma la triste realtà è questa
anche nel resto di Italia.

Spiace dunque leggere tanta ipocrisia sui SUV e molta meno analisi sul
perché gente normale perde completamente il senno tanto da arrivare a
morire / uccidere per un parcheggio.

Inviato da iPad

@sarofiorello reinventa al televisione partendo dalla cosa più tradizionale che c'è

Ieri sera è andato in onda #ilpiùgrandespettacolodopoilweekend

Non è facile pensare ad una televisione che finalmente si reinventa partendo dalle proprio sue tradizioni più antiche, lo show del sabato sera (che poi ieri era lunedì, ma vabbè…). Invece Fiorello lo ha fatto molto bene!

In pochi, dei milioni di telespettatori collegati, hanno potuto godere dello stream su twitter (assolutamente casereccio, ma bello anche per questo) di @federicotaddia, uno degli autori dello show. Tra le chicche tutta una serie di foto dietro le quinte mandate in tempo reale: da Fiorello che si fa il calco al viso, a Borriello in versione abbonato. Ma anche commenti e curiosità.

In se per se nulla di sconvolgente, soprattutto se paragonato ad uno showman straordinario, frizzante, coinvolgente e molto umile come è Fiorello, di gran lunga in migliore che abbiamo in questo periodo in Italia. Nulla di sconvolgente appunto, però è un inizio! E' un modo tutto nuovo di godere di uno spettacolo: sembrava veramente di essere in prima fila!

Addirittura online suggerivano battute che poi Fiorello ha veramente fatto in diretta! (Mazza non ci vedi una mazza).

Come dicevo, non è facile pensare ad una TV che si rinnova ed ad un ritrovato piacere di spendere sul divano di casa serate in famiglia. E la cosa più sorprendente è tutto questo accade a Rai 1, la TV della nonna per eccellenza!

Tutti gridano da mesi, se non anni, alla carenza di qualità nel servizio pubblico, soprattutto per Rai 1; eppure ieri sera Fiorello (grazie anche a vertici Rai  assolutamente presenti e partecipi) ha dimostrato che forse ci sono troppi preconcetti in tutti noi, sia da un lato (nel pubblico) che dall'altro (nella dirigenza). Dobbiamo dare risalto a quello che è stato fatto ieri, serve per aprirci la mente. Nel mio piccolo mi ci impegnerò anche io! 

Spero di cuore che questo esperimento sia portato avanti e sviluppato perché l'esperienza di creare veramente un contatto con il pubblico, aggiunge al piacere di guardare la tv un momento tutto nuovo e tutto da godere. Certo servono le persone: Fiorello è sincero, fa tutto questo perché si diverte, non per soldi. E non è poco! (Già dalle 9 di stamattina ha pubblicato un video con il giornalaio Cesare per commentare la serata di ieri). Ma sono sicuro che ci sono tanti altri pronti a fare altrettanto.

E come ha detto Cesare stamattina: Ridi! Ridi nella vita! Nun sai che ti aspetta!

P.S. la forza della rete è incredibile: ieri sera un utente si lamentava della presenza delle 500 gialle in scena perché sarebbero state pubblicità alla Fiat (bah… ndr)

L'unica risposta che ha dato Fiorello appena finito lo show è stata proprio a lui, creando un piccolo scoop per chi, come me, lavora in comunicazione. "Non sono testimonial fiat da tre anni! non ci siamo lasciati neanche in buoni rapporti…." Beh, se non è sincerità questa...

Non so in Fiat se e quanto saranno contenti, ma questo è la bellezza della genuinità della rete, soprattutto di Twitter. 

il segreto di una comunicazione efficace?

Questo mi hanno chiesto. Ecco la mia risposta.

<< Sempre la stessa, da sempre: raccontare una storia coerente, con il pubblico e con il prodotto. Bisogna saper cogliere i valori del prodotto ed estenderli ai vari strumenti di comunicazione. La differenza è che oggi gli strumenti di comunicazione sono cresciuti in maniera esponenziale come quantità e come tipo di utilizzo. Per questo motivo la complessità è diventata disegnare l'esperienza che l'utente vive, dalla creazione dell'aspettativa, alla fruizione del servizio / prodotto, al post vendita. >>

Sarò scontato, ma non a caso aziende come Apple o Amazon sono in vetta a tutte le classifiche.

AppStore segna la fine del free?

<< Tanti anni fa, quando aprì l'AppStore erano presenti moltissimi software gratis. Poi si accorsero che potevano fare un sacco di $$$ e così le applicazioni gratis sparirono e lasciarono il posto a versioni dimostrative o civetta e il software gratis finì >>

Forse questo sarà la favola della buona notte che mio figlio racconterà al suo prima di dormire… Effettivamente il modello Apple rende giustizia agli sviluppatori. Un esempio tra tutti Growl, da anni uno dei più scaricati pacchetti per OSX. Si tratta di una applicazione che permette di fare le notifiche all'interno del computer, aprendo dei simpatici pop-up. Tantissimi software per Apple, da Skype a Twitter e molti ancora lo richiamano dall'interno delle loro applicazioni. 

Tuttavia fino ad oggi Grwol era gratis, o meglio era a discrezione dell'utente se "donare" qualche soldino allo sviluppatore. 

Fino ad oggi. 

Proprio oggi, infatti, mi è stato chiesto l'aggiornamento del software alle nuova versione. Non ho idea delle modifiche che apporta, ma per principio ho seguito le istruzioni e disinstallato la versione che avevo nel computer e andato sull'AppStore a scaricare la nuova versione. Sorpresa! La nuova versione costa 1,59€. Ma come non era gratis?

Ovviamente prima dell'AppStore nessuno avrebbe investito soldi per mettere in piedi un sito di commercio elettronico per vendere software a 1.59€ perché sarebbe stato assolutamente anti-economico, ma grazie a questo nuovo modello distributivo la situazione è cambiata!

Per quanto alcuni sicuramente grideranno al complotto capitalista, io sono invece molto contento: è chiaro che il software, come la musica, gratis fanno comodo a tutti, ma non è giusto (nonché possibile) lavorare gratis. Tutti dobbiamo mangiare; senza contare che trovo fondamentale che chi produce qualcosa di buono abbia diritto a goderne i benefici, meglio se sostanziosi.

Depp Web ed il brutto della rete

Leggo oggi un articolo sul Corriere legato al Deep Web. 

Sono finiti, ahimè, i tempi in cui "craccavo" i programmini Windows mentre studiavo: sono diventato "grande", ormai da molto molto tempo ed i software sul mio Mac  sono tutti felicemente in regola con la licenza ;-)  E così sono anche finiti da un pezzo i tempi in cui smanettavo nei meandri più oscuri della rete. Tuttavia questa del Deep Web proprio non la avevo mai sentita!

Devo ammettere di essere molto curioso di entrarci ed appena avrò modo lo farò.

Ovviamente sul Corriere è uscito subito il tema illegale del deep web, ma se davvero sono corretti gli studi che lo stesso giornale riporta (circa 500 volte il contenuto indicizzato da Google) ho più di un dubbio nel pensare che tutto questo materiale sia, appunto, illegale. E per questo sono molto curioso!

Due note finali per la parte di notizia che racconta come alcuni attivisti hacker abbiano attaccato i siti pedofili. 

1. Finalmente! Spero che questa cosa diventi una abitudine di tutti coloro i quali hanno queste conoscenze. E' chiaro che cimentarsi contro una grande azienda è più sfidante, ma non serve a niente! Una volta mi sono imbattuto in uno di questi siti ed ho fatto regolarmente una denuncia. Non ho controllato onestamente come sia finita, ma era un server in chissà quale paese del mondo, per cui penso che si sia potuto fare ben poco. Invece fare pulizia dove purtroppo la Polizia spesso ha le mani legate è qualcosa di eccezionale che rientra nello spirito più sano di una Rete che si autoregola ed autodifende! 

2. Leggendo sempre questa parte di articolo, dove vengono descritte le pagine di questi esseri schifosi, mi chiedo: ma perché in tanti paesi hanno cancellato la pena di morte? Cosa altro meritano questi… esseri? Non è il posto adatto per parlarne questo blog, ma ho tanta di quella rabbia nel leggere queste cose, da non poterne fare proprio a meno!

#trony bene o male: basta che se ne parli


Roma, ed in particolare la Dnsee ieri ha risentito parecchio del fenomeno Trony.

Non posso esimermi da fare una serie di considerazioni (personali e non). Siccome il post è lungo lo dico subito: credo che questa sia una delle migliori inaugurazioni mai fatte in Italia.

Calcoliamo un momento il costo di questo lancio (affissioni e radio a parte): se non ricordo male 9.000 scontrini. Se diciamo che ogni acquirente ha usufruito di almeno 100 euro di sconto, diciamo circa 900.000 di mancato guadagno. Non si tratta di 900k di costo infatti, considerato che almeno la metà sarà stata la loro quota di profitto sui pezzi venduti. Quindi ipotizziamo che sia costata 500k. 

Cosa avrebbero ottenuto con una campagna di 500k su scala locale? Probabilmente molto meno; sicuramente molto molto molto meno a livello nazionale, direi nulla. Quindi ritorno sull'investimento: eccezionale!

Certo qualcuno potrebbe obiettare che il brand Trony ne è uscito male. Forse si. Ma per capirlo meglio parlerei di colpe e problemi reali da un lato e di percezione dall'altro.

 

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Iniziamo con la percezione. Il messaggio che è arrivato è: Trony fa degli sconti talmente eccezionali che la gente fa a botte pur di entrare. Attenzione: se è vero che per i residenti si è sviluppato una sorta di odio per Trony, è pur vero che parliamo di uno store, non di un prodotto

Ricordo di aver venduto la Smart per il pessimo servizio di assistenza dei primi anni 2000; se ricevo un cattivo servizio legato da un prodotto, cambio prodotto perché nella mia scala di valore ritengo di poter spendere meglio i miei soldi. Ma Trony, nell'acquisto di un iPhone, piuttosto che di un Samsung, è semplicemente un mezzo: compro l'iphone, non Trony. Trony è quindi fungibile con qualsiasi altro store. (Diverso sarebbe con il commercio elettronico, ma questa oltre ad essere un'altra storia è un altro post). Pertanto simpatici o antipatici che siano, sono sicuro che anche quelli che oggi sono più "incazzati" faranno una visita in quel punto vendita durante le feste. Me compreso ;-).

Non solo questo messaggio (trony = prezzi imbattibili) è arrivato ai romani, ma grazie ai disordini di ieri, lo hanno recepito in tutta Italia! Ieri parlavo con i miei colleghi a Milano, con i tassisti, con alcuni clienti… Tutti mi chiedevano di Trony! Anche Google Trends conferma che negli ultimi due giorni le ricerche connesse a Trony sono ovviamente schizzate alle stelle, così come più di 300 notizie da tutti i principali quotidiani hanno invaso la rete! #Trony era trend topic su Twitter e andava per la maggiore sui post di FB, mentre alcuni tra le decine e decine di video su youtube hanno raggiunto oltre 20mila visualizzazione in 24 ore.

Insomma, un vero successo! 

Piccola nota da residente: effettivamente anche se la percezione delle persone è che Trony sia colpevole di disordini e disservizi, la verità è che la colpa più grande ce la ha l'amministrazione comunale: sapevano che avrebbe aperto un enorme megastore (hanno lavorato anche loro nei mesi scorsi per trovare una soluzione ad una struttura, il mercato, in crisi economica) e sapevano bene che questa area è da anni lasciata allo sbando più totale. Non mi va di entrare in tristi polemiche, ma vi garantisco che convivere con orde di ubriachi che tutte le sere bloccano la circolazione non è piacevole!

Lasciatemi chiudere ricordando un fatto. Siamo in Argentina, è il 2001, il paese è prossimo (o appena andato, non ricordo) in default. Girando per la città ricordo una cosa che mi colpì veramente: è vero che assaltavano i supermercati , ma per rubare tutto tranne che i beni di prima necessità! Vino, stereo, carta igienica, ma non da bistecche e pacchi di pasta.


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Questa è la degenerazione della nostra società: la gente che era (ed é ancora!) in fila da Trony sono mediamente nella fascia più bassa della popolazione, eppure l'idea di comprare un iphone 4 o un televisione con 100 euro di sconto, li porta a prendersi a pugni e fare 8 ore di fila! Poi magari non mangiano a cena o mangiano roba da ultimo discount, però ora possono telefonare con l'iphone... 

la storia degli insuccessi del web

C'è un divertente articolo su TheNetxWeb che racconta 17 famosissimi casi di insuccesso del web il cui vero problema in realtà è stato quello di nascere troppo presto.

Una tra tutti Boo.com, il cui modello di business era praticamente uguale a Gilt o vente-privee (che da sola fa qualcosa come 400 milioni di fatturato in giro per il mondo).

Questa storia ci insegna quanto sia importante il tempismo nelle cose che facciamo. Si mormora che la Apple avesse l'iPad pronto nel cassetto da più di 10 anni, ma non lo avesse mai tirato fuori perché il mercato e la tecnologia non erano ancora pronti.

P.s. Non so se l'autore del post fosse cosciente del significato del numero 17 nelle credenze romane, ma direi che è stata una scelta molto azzeccata!